By Giuseppe Nuzzo
Consistent with un giudizio sulla politica napoletana negli ultimi decenni del Settecento occorre, a nostro avviso, fissare alcuni punti fermi che valgano a rimuovere altrettanti ¿dola attardatisi nella vicenda storiografica di oltre un secolo e mezzo.
Primo: fragilità del concetto che l. a. spinta innovatrice si sia andata esaurendo, nel Mezzogiorno d ’Italia, già nel decennio 1780-1790, quasi nel presentimento della frattura, non più sanata, tra governo e intelligenza del paese, al solo annunzio (affermazione gratuita anche questa) dei primi torbidi francesi; secondo: leggenda di un orientamento anglofilo, assurto addirittura a motivo ispiratore dei rapporti internazionali e venuto vieppiù a impoverire, col ministro Acton, l’autonomia del Regno, già compromessa da una non larvata soggezione agli interessi dei Lorena,per opera della giovane e impetuosa regina, portatrice da Vienna del programma di rialzare le sorti del non spento partito austriaco in corte; terzo: mito di un imperialismo Acton-M. Carolina, e perciò di evidente marca straniera, proporzionato alla possibilità del paese, in antitesi anzi con i suoi più concreti interessi; 4to: conseguente esigenza di un ulteriore e più avveduto lavoro di scavo a partire almeno dagli anni ottanta, in step with una esatta collocazione della politica estera nel programma di rinnovamento del Regno: di una revisione insomma dei giudizi ancor oggi correnti sui rapporti tra governo e paese e tra il Mezzogiorno d ’Italia e il circostante mondo europeo.
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49 LA M O NARCH IA D E L L E D U E S I C I L I E accompagnato nella corte; e, meschinamente fallita, dopo il suo allonta namento, la politica voluta da Maria Carolina, l ’ambasciatore francese Alquier diede di lui un giudizio più vicino di tanti altri alla verità: « J ’ai travaillé à faire sortir des affaires le generai Acton, la reine m ’y poussait aussi. J ’ai été le premier à m’en repentir; je ne lui reconnessais pas de grands talents; mais il avait une grande force de caractère, il avait per suadé de ça tout le monde, il était obéi: et même, bien q u’ennemi de la France, quand’il avait convenu d ’une chose, on été sûr qu’elle se ferait.
56 II. N EI M I N I S T E R I SA M B U C A E CARACCIO LO « comme par instinct, sans avoir aucun motif raisonnable à alléguer contre elle ». Dietro di lei governava in realtà l’Acton. Avverso a Francia e de voto ad Austria lo dicevano le istruzioni, che però aggiungevano con ri serva: « pour savoir à quel point il est dans la dépendance de la cour de Vienne il faudrait qu’il s’offrît des occasions plus importantes que celles! q u’a fournies son ministère, et nous n’avons de positif sur cet objet que les propos tenus en différents temps par la Reine de Naples » .
Jour de douloureux resouvenir pour être celui de la naissance de la meilleure des mères » ; « le 6 juin: c’est le jour de la naissance de ma chère Thérèse; ce fut ma première pen sée en m’éveillant; que Dieu la bénisse, la conserve et exauce sur elle mes voeux, mes désirs bien sincères sur son bonheur » ; « Je m ’éloigne ce soir encore plus de mes chers enfans » (30 maggio); « Je perds le sommeil, ce q u ’on appelle ici divertissemens surtout, pour m ’entretenir avec mes enfans et mes connoissances à Naples, et je le fais très vo lo n tiers» (18 maggio); « Je partirai effectivement de Toscane sans y avoir connu une seule âme » (29 maggio).
La monarchia delle due sicilie tra Ancien Régime e rivoluzione by Giuseppe Nuzzo
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4.3